Risposte sintetiche alle domande più frequenti di compagnie assicurative, studi legali e studi peritali sulla ricostruzione tecnica dei sinistri stradali.
Che cos’è la ricostruzione cinematica di un sinistro stradale?
È l’analisi tecnica che, partendo dalle evidenze fisiche (posizioni di quiete dei veicoli, tracce sul manto stradale, deformazioni, eventuali filmati o dati EDR), determina come si è svolto l’evento: punto d’urto, traiettorie, velocità nelle fasi di pre-urto, urto e post-urto. Il risultato consente di verificare la compatibilità delle versioni fornite dalle parti con le leggi della meccanica.
Che differenza c’è tra una perizia di danno e una ricostruzione cinematica?
La perizia di danno quantifica il costo di riparazione del veicolo. La ricostruzione cinematica stabilisce la dinamica dell’evento: come e a quale velocità i veicoli si sono urtati e se i danni rilevati sono compatibili con la dinamica dichiarata. Le due attività sono complementari: la perizia di danno è uno dei dati di ingresso della ricostruzione.
Quando è utile per una compagnia assicurativa o uno studio legale?
Quando la dinamica è controversa o non documentata, quando le versioni delle parti sono in contrasto, quando i danni non appaiono coerenti con il sinistro denunciato, nei sinistri con lesioni gravi o esito mortale e, in generale, quando la responsabilità è contestata e si prospetta un contenzioso.
Come si stima la velocità di un veicolo al momento dell’urto?
Con metodi indipendenti che si verificano a vicenda: lunghezza delle tracce di frenata e coefficiente di aderenza del manto; energia di deformazione, espressa come velocità equivalente di energia (EES); conservazione della quantità di moto tra urto e posizioni di quiete; proiezione del pedone (metodi di Searle e Collins); simulazione dinamica con PC-Crash. Ogni stima è accompagnata da un intervallo di incertezza e dall’indicazione delle ipotesi assunte in mancanza di dati misurati.
Che cosa indicano ΔV, PDOF ed EES?
ΔV è la variazione di velocità subita da un veicolo durante l’urto ed è la grandezza più direttamente correlata alla severità dell’impatto sugli occupanti. PDOF (Principal Direction of Force) è la direzione principale della forza d’urto rispetto all’asse del veicolo. EES (Energy Equivalent Speed) è la velocità alla quale il veicolo, urtando una barriera rigida, assorbirebbe la stessa energia di deformazione osservata.
Quali documenti servono per avviare l’analisi?
Il verbale dell’autorità intervenuta con planimetria e fotografie, le denunce e le dichiarazioni delle parti, le fotografie dei danni e le perizie di carrozzeria, gli eventuali filmati di videosorveglianza, i dati EDR e, in caso di lesioni, i referti medici. Anche una documentazione parziale consente una prima valutazione, che indica quali elementi mancano e quanto la loro assenza incide sui margini di incertezza.
È possibile l’analisi in assenza di rilievi delle autorità?
Sì, entro limiti che vengono dichiarati. In assenza di rilievi planimetrici la ricostruzione si basa sulle fotografie, sui danni e su un eventuale sopralluogo. I parametri non misurati (ad esempio il coefficiente di aderenza) sono assunti con valori di letteratura e riportati esplicitamente, e l’incertezza sul risultato è maggiore.
Che cosa contiene la relazione tecnica?
La descrizione del sinistro e dei dati disponibili, l’analisi dei danni, i calcoli con i passaggi intermedi, i risultati della simulazione PC-Crash (velocità d’urto, ΔV, PDOF ed EES per ciascun veicolo), i calcoli analitici indipendenti di verifica, gli schemi grafici della dinamica e le conclusioni motivate, con indicazione delle ipotesi adottate e dei margini di incertezza.
Quali sono i tempi di consegna?
Il riscontro alla richiesta avviene entro 24 ore lavorative. La relazione tecnica completa, comprensiva di analisi della documentazione, studio della dinamica, simulazioni e redazione, è consegnata indicativamente in 15-20 giorni dal ricevimento della documentazione; i tempi possono variare in funzione della complessità del sinistro e della completezza degli atti disponibili.
In quale ambito territoriale opera?
L’attività si svolge principalmente in Lazio, Abruzzo, Molise e Campania. In caso di necessità, gli incarichi sono assunti sull’intero territorio nazionale.