Il primo urto rompe le auto, il secondo travolge le persone: cosa fare dopo un incidente in autostrada

Quando si parla di sicurezza stradale si parla di velocità, alcol, telefono, cinture. Quasi mai di cosa fare nei minuti dopo un incidente. Eppure è lì che, in autostrada, un danno da carrozzeria può diventare un sinistro mortale. Non per un errore di guida, ma per un comportamento: restare in carreggiata.

Un caso ricostruito

Notte, traffico scarso, pioggia, tratto non illuminato. Un furgone tampona un camper: nessun ferito. Tutti scendono e restano in strada, accanto ai mezzi. Il camper è fermo di traverso sulla corsia di sorpasso, con le luci posteriori distrutte. Nessuno ha il giubbotto. Passano 5 minuti. Poi arriva un autoarticolato: due morti e due feriti gravi.

Perché succede

In autostrada nessuno è abituato a stare a piedi. Ci si comporta come in città dopo un piccolo urto: si resta vicino alla macchina, si passa da una corsia all’altra, si voltano le spalle al traffico.

Chi sopraggiunge, dall’altra parte, non si aspetta di trovare pedoni in autostrada: lo sguardo cerca veicoli, non persone. Una sagoma a piedi, di notte, viene riconosciuta tardi anche da un conducente attento. Un ostacolo inatteso allunga il tempo di percezione e reazione, e in autostrada ogni decimo di secondo vale circa 3,6 metri.

In più, subito dopo un incidente si è agitati: la testa va al danno, all’assicurazione, a chi ha torto. Non alla domanda che conta: dove mi trovo rispetto a chi sta arrivando? A che pericolo mi sto esponendo?

Di notte i numeri non lasciano margini

Con gli anabbaglianti si vede la strada per circa 60 metri. A 130 km/h se ne percorrono 36 al secondo: quei 60 metri durano 1,7 secondi e bastano appena per accorgersi dell’ostacolo e premere il freno. Il calcolo, passo per passo:

Vista notturna dal posto di guida su un'autostrada sotto la pioggia: gli anabbaglianti illuminano circa 60 metri; al limite del tratto illuminato c'è un veicolo incidentato a luci spente con persone vestite di scuro accanto, mentre sulla corsia vicina un veicolo con le quattro frecce attira lo sguardo. A 130 km/h, 60 metri durano 1,7 secondi.
Ricostruzione schematica della visuale del conducente: notte, pioggia, tratto non illuminato.
GrandezzaFormulaAsfalto asciutto
a = 7 m/s²
Asfalto bagnato
a = 5 m/s²
Velocità di marciav = 130 km/h ÷ 3,636,1 m/s36,1 m/s
Spazio di reazione (tr = 1,5 s)sr = v · tr54 m54 m
Spazio di frenatasf = v² / (2a)93 m130 m
Spazio d’arrestos = sr + sf147 m185 m
Velocità sull’ostacolo visto a D = 60 mvi = √[v² − 2a(D − sr)]≈ 126 km/h≈ 127 km/h
Velocità massima per fermarsi entro 60 mv · tr + v² / (2a) = D≈ 73 km/h≈ 65 km/h
Ipotesi: tempo di percezione e reazione 1,5 s, decelerazione costante, visibilità con anabbaglianti 60 m. Per un ostacolo inatteso il tempo di reazione può essere maggiore, con esito ancora più sfavorevole.

In pratica chi arriva raggiunge i veicoli fermi quasi senza aver frenato. Per riuscire a fermarsi entro il tratto illuminato bisognerebbe viaggiare sotto i 75 km/h su asciutto, sotto i 65 km/h su bagnato. E una persona vestita di scuro si vede ancora più tardi di un veicolo.

Nel caso descritto il camper, al buio e senza luci, è diventato visibile solo a 50–60 metri: il camion ha frenato per 30 metri e lo ha colpito ancora a oltre 60 km/h.

Cosa fare, nell’ordine

  1. se le auto si muovono e nessuno è ferito, via subito dalla corsia, in emergenza o in piazzola;
  2. quattro frecce, giubbotto retroriflettente indossato prima di scendere (art. 162 CdS), uscita dal lato opposto al traffico;
  3. tutti oltre il guardrail, non accanto ai veicoli: nemmeno la corsia d’emergenza è un posto sicuro;
  4. chiamare il 112 o usare la colonnina SOS.

Se scendere non è possibile, per esempio con l’auto ferma in una corsia centrale, meglio restare a bordo con le cinture allacciate e chiamare i soccorsi. Non è una posizione sicura: è la meno pericolosa.

«Non spostate le auto»: un timore da ridimensionare

Molti non spostano l’auto per paura di alterare la scena. Da ricostruttore lo dico chiaramente: qualche fotografia delle posizioni dei veicoli e dei frammenti a terra basta, il resto si ricava da deformazioni e tracce. Nessuna perizia vale la vostra vita.

C’è poi una dinamica ancora più amara: chi si ferma per aiutare e viene investito a sua volta. Ne parlerò in un prossimo approfondimento.


Ing. Mattia Facchini — ricostruzione cinematica di sinistri stradali per compagnie assicurative, studi legali e periti. Per l’analisi di un sinistro: servizi · domande frequenti · contatti.


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