In città capita di vederlo ogni giorno. Il pedone fermo all’attraversamento non guarda il proprio semaforo, ma quello delle auto: appena scatta il giallo parte, convinto che ormai il traffico si stia fermando. È un’abitudine diffusa, spesso considerata innocua perché «tanto le auto si fermano». Non è così, e i numeri di un caso reale mostrano perché.
Il giallo, per chi guida, non è un rosso anticipato. L’art. 41 del Codice della strada consente di proseguire a chi, quando si accende, è troppo vicino alla linea di arresto per fermarsi in condizioni di sicurezza. Chi parte in quel momento, quindi, può trovarsi davanti anche un conducente che rispetta le regole. E poi c’è chi il giallo lo vive come una sfida e accelera per passare a tutti i costi.
Il caso: un attraversamento, due corsie, due errori
Il caso, che ho analizzato e qui riporto in forma anonima, riguarda una strada urbana rettilinea a due corsie per senso di marcia, con limite di 50 km/h, ridotto a 30 km/h in prossimità dell’accesso a un parcheggio commerciale. L’attraversamento pedonale è regolato da semaforo. Era giorno, il cielo sereno e l’asfalto asciutto: le condizioni di visibilità erano buone.
Una ragazza in monopattino elettrico si ferma all’attraversamento. Quando per le auto scatta il giallo, per lei il semaforo pedonale proietta ancora luce rossa. Nella corsia di destra, la più vicina a lei, un veicolo rallenta e si arresta. Lei lo vede e parte, senza scendere dal monopattino.
Nella corsia di sinistra sopraggiunge un’auto il cui conducente ha accelerato fino a circa 100 km/h, convinto di riuscire a passare comunque. Quando scatta il giallo non frena. Il veicolo fermo nella corsia di destra copre la visuale a entrambi: la ragazza non vede l’auto in arrivo e il conducente non vede la ragazza finché non sbuca davanti al veicolo fermo, quando è ormai a pochi metri. L’urto avviene sulle strisce. Il corpo viene proiettato a circa 36 m dal punto d’urto; l’auto si arresta a circa 56 m. La ragazza non è sopravvissuta.

La velocità dell’auto
La velocità d’impatto è stata stimata con due metodi indipendenti. Dall’analisi del filmato di una telecamera (24 fotogrammi al secondo) l’auto percorre circa 92 m in 2,96 s, senza frenare: la velocità media nel tratto è di circa 111 km/h, corretta prudenzialmente a circa 105 km/h all’urto. La simulazione dinamica con PC-Crash, basata sulle posizioni di quiete e sulla proiezione del corpo, restituisce circa 97 km/h. Il valore assunto, media delle due stime, è di circa 100 km/h: il doppio del limite generale del tratto e più del triplo di quello in prossimità del parcheggio.
I numeri dell’attraversamento
Per i calcoli si assumono un tempo di percezione e reazione tr = 1 s e una decelerazione in frenata a = 7,5 m/s², valore tipico per un’autovettura su asfalto asciutto. Lo spazio di arresto è la somma dello spazio percorso durante la reazione e di quello di frenata:
s = v·tr + v² / (2a)
A 100 km/h (27,8 m/s): s = 27,8 + 27,8² / 15 ≈ 27,8 + 51,4 ≈ 79 m.
Quando scatta il giallo, e la ragazza parte, l’auto si trova a circa 67 m dal punto d’urto. Anche se il conducente l’avesse vista in quell’istante, per fermarsi gli sarebbero serviti 79 m: ne mancano 12. Se avesse iniziato a frenare dopo il solo tempo di reazione, avrebbe percorso 27,8 m reagendo e i restanti 39,2 m frenando, arrivando sulle strisce ancora a circa v = √(27,8² − 2·7,5·39,2) ≈ 13,6 m/s, cioè circa 49 km/h.
Ma il conducente non poteva vederla subito, perché il veicolo fermo nella corsia di destra gliela nascondeva. Lo spazio effettivamente disponibile per reagire era quindi ancora inferiore a 67 m. Il tempo tra la partenza della ragazza e l’urto è t = 67 / 27,8 ≈ 2,4 s: per chi attraversa è appena il tempo di avviare il monopattino e percorrere qualche metro.
| Velocità | Spazio di reazione (1 s) | Spazio di frenata | Spazio di arresto | Rispetto ai 67 m disponibili |
|---|---|---|---|---|
| 100 km/h | 27,8 m | 51,4 m | ≈ 79 m | 12 m oltre le strisce |
| 50 km/h | 13,9 m | 12,9 m | ≈ 27 m | fermo con ≈ 40 m di margine |
| 30 km/h | 8,3 m | 4,6 m | ≈ 13 m | fermo con ≈ 54 m di margine |
Perché quell’abitudine è così pericolosa
- Il giallo delle auto non è il verde pedonale. Serve a chi guida per arrestarsi o per sgomberare l’intersezione. Il verde per chi attraversa arriva dopo, quando i veicoli sono già fermi.
- Al giallo si può legittimamente passare. Chi è troppo vicino alla linea di arresto per fermarsi in sicurezza deve proseguire. Chi parte con il giallo delle auto rischia quindi anche con conducenti corretti, oltre che con quelli che accelerano per passare.
- Con più corsie, una corsia nasconde l’altra. Il veicolo che si ferma nella corsia vicina dà a chi attraversa l’impressione che tutto il traffico si stia fermando. Allo stesso tempo nasconde chi sta attraversando al conducente che arriva nella corsia accanto. Entrambi si vedono solo all’ultimo istante.
- In sella si è più veloci di un pedone. Si entra in carreggiata prima e in modo meno prevedibile, e chi guida ha ancora meno tempo per riconoscere la situazione.
Come si attraversa correttamente con bici o monopattino
Sulle strisce pedonali, in sella, non si è pedoni ma conducenti di un veicolo. Il Codice della strada prevede che i ciclisti conducano il veicolo a mano quando sono di intralcio o di pericolo per i pedoni, e in quel caso sono assimilati ai pedoni (art. 182, c. 4); ai velocipedi sono equiparati, per la circolazione, i monopattini elettrici. Il modo corretto di attraversare è questo:
- Fermarsi prima del marciapiede e scendere dal mezzo.
- Aspettare il verde pedonale, non il giallo delle auto.
- Controllare ogni corsia, una per una, e non solo quella più vicina. Se un veicolo fermo copre la visuale, sporgersi con cautela oltre il suo ingombro prima di avanzare.
- Attraversare a piedi, con il mezzo a mano al proprio fianco: così si è pedoni a tutti gli effetti.
- Restare in sella solo sugli attraversamenti ciclabili, quelli segnalati dai quadrotti bianchi, rispettando la loro lanterna semaforica.
Cosa dice la legge
- Art. 41, c. 10 CdS: durante il giallo i veicoli non possono oltrepassare la linea di arresto, a meno che vi siano così vicini da non potersi più arrestare in condizioni di sufficiente sicurezza; in tal caso devono sgombrare l’intersezione con prudenza.
- Art. 141 CdS: il conducente deve regolare la velocità in modo da poter compiere tutte le manovre necessarie in sicurezza, in particolare l’arresto tempestivo, e moderarla in prossimità delle intersezioni.
- Art. 142 CdS: limite di 50 km/h nei centri abitati, salvo diversa segnalazione.
- Art. 182, c. 4 CdS: conduzione a mano del velocipede quando si è di intralcio o di pericolo per i pedoni.
Conclusioni
Lei ha anticipato il suo verde, lui ha tentato di battere il rosso. Nessuno dei due errori, da solo, avrebbe forse portato a quell’esito. Sommati, e con un veicolo fermo a nascondere l’uno all’altra, hanno lasciato a entrambi 2,4 secondi e nessuna possibilità di rimediare. Il semaforo giusto da guardare è sempre il proprio, e il giallo non è il verde di nessuno.
Ing. Mattia Facchini – Ricostruzione cinematica di sinistri stradali, consulenze tecniche di parte e controperizie.
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